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Ellenismo
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Lmwdg'mwdwellenismo, nella mweastoriografia moderna,cite-ref-2[2]cite-ref-3[3] indica quel periodo mwgqstorico-mwggculturale della mwgwstoria antica del mwhaMediterraneo «che segue le imprese di mwhqAlessandro (spedizione contro l'Impero persiano nel 334 a.C.) e arriva fino alla formale nascita dell'mwhgImpero romano» con la morte di mwhwCleopatra e l'annessione dell'ultimo mwiaregno ellenistico, il mwiqRegno tolemaico d'Egitto, nel mwig30 a.C. con mwiwOttaviano vincitore ad mwjaAzio nel mwjq31 a.C.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]

L'ellenismo, noto anche come mwlwetà ellenistica, è così chiamato perché il suo tratto caratterizzante è la diffusione della mwmaciviltà greca o «mwmqellenica» in gran parte del mwmgmondo mediterraneo, mwmweurasiatico e orientale, e la sua fusione con le culture dell'mwnaAsia Minore, dell'mwnqAsia centrale, della mwngSiria e della mwnwFenicia, dell'mwoaAfrica del Nord, della mwoqMesopotamia, dell'mwogIran e dell'mwowIndia, con la conseguente nascita di una civiltà, detta appunto «ellenistica», che fu modello per altre culture relativamente alla mwpafilosofia, mwpqeconomia, mwpgreligione, mwpwscienza e mwqaarte. Poiché prende avvio dalla nascita degli mwqqimperi di Alessandro, è anche detto mwqgetà alessandrina.

Geograficamente, il mondo ellenistico comprendeva una vasta area che andava dalla mwraSicilia e dall'mwrqItalia meridionale (mwrgmwrwMagna Grecia) all'India (mwsaRegno indo-greco) e dal mwsqMar Nero (mwsgRegno del Bosforo Cimmerio) all'mwswEgitto, zone in cui una versione della lingua greca antica, la mwtamwtqkoinè, divenne la mwtglingua franca della politica, dell'economia e della cultura. La cultura ellenistica si fuse con la cultura romana e continuò a esistere anche dopo la nascita dell'impero. In particolare, dopo la conquista macedone dell'mwtwImpero persiano, sorsero regni ellenistici nel mwuaVicino Oriente (mwuqImpero seleucide, mwugRegno di Pergamo, ecc.), Africa nord-orientale (mwuwEgitto tolemaico) e mwvaAsia meridionale (mwvqRegno greco-battriano, Regno indo-greco).

Contents

Arte
Scienza
Note

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Etimologia

Il vocabolo mwwqgreco mwwgἙλληνισμός (mwwwhellēnismòs) compare nella mwxaversione dei Settanta della mwxqBibbia e in altri testi.cite-ref-6[6] Nel mwygXIX secolo esso è stato adottato per la prima volta dallo mwywstorico mwzatedesco mwzqJohann Gustav Droysen per indicare la civiltà greca dopo mwzgAlessandro Magnocite-ref-7[7]. Spesso viene riportato che il termine derivava da un'errata interpretazione del termine mwawἙλληνισταί (mwbahellēnistài) presente negli mwbqAtti degli Apostoli (mwbg6:1cite-ref-8[8]). Droysen avrebbe ritenuto che tale vocabolo indicasse i mwcwGreci orientalizzati. mwdaLuciano Canfora ha però dimostrato che il Droysen, nel coniare il termine, non si basò su questa interpretazione, poiché non vi sono nelle sue opere riferimenti al brano in questione.cite-ref-9[9] La sua mweqStoria dell'Ellenismo comunque permise di superare i mwegpregiudizi mwewneoclassicisti, aprendo la strada a una migliore comprensione di un'epoca che vide l'espansione del nuovo spirito greco in tutta l'mwfaecumene e che lasciò una traccia indelebile per lo sviluppo dell'Occidente.

Il termine "ellenismo" ha alla fine prevalso «sull'altro di alessandrinismo (o periodo alessandrino), che ha lo svantaggio di presupporre per la cultura egizia di questo tempo un primato che essa non ebbe almeno in modo assoluto, e che le è attribuito in specie perché, grazie alla maggiore abbondanza delle fonti, essa è meglio ricostruibile».cite-ref-10[10]

Descrizione

Datazione dell'ellenismo

L'età ellenistica si fa convenzionalmente iniziare con il mwjq323 a.C., anno della morte di mwjgAlessandro Magno, e terminare con la morte dell'ultima sovrana ellenistica, mwjwCleopatra d'Egitto, e con la mwkaconquista romana del mwkqRegno tolemaico d'Egitto (mwkgbattaglia di Azio del mwkw31 a.C.), che porta l'Oriente nell'orbita romana occidentale.

Se il periodo ellenistico viene però considerato come un fenomeno di internazionalizzazione della cultura greca, la precedente datazione può essere ampliata, segnandone il termine con l'anno 529 d.C., quando l'imperatore mwlqGiustiniano, nella sua campagna di persecuzione dei pagani, ordinò la chiusura dell'mwlgAccademia platonica.

Se si considera la cultura greca infatti non come semplice erudizione, ma come mwmamwmqpaideia, ossia educazione formativa dell'individuo, allora anche l'ultima fase della cultura romana è ellenistica, così come lo è lo stesso mwmgcristianesimo, che nei suoi rappresentanti più notevoli, da mwmwPseudo-Dionigi l'Areopagita a mwnaClemente Alessandrino, da mwnqOrigene a mwngSant'Agostino, contiene elementi della cultura ellenistica,cite-ref-11[11] senza contare che in mwowgreco è scritto tutto il mwpaNuovo Testamento. Si può dunque distinguere un ellenismo greco (323 – 31 a.C.) e un ellenismo romano (31 a.C. – 500 d.C. ca.).cite-ref-12[12]

Storia, origine e caratteristiche

L'evento cruciale dell'avvento della nuova cultura ellenistica fu la crisi della mwramwrqpolis, che non fu affatto improvvisa. L'esasperazione dei cittadini nei confronti delle interminabili guerre tra le città portò alla convinzione che la pace e l'unità potessero essere raggiunte solo attraverso l'intervento di un principe o di una personalità esterna alla tradizionale politica egemonica delle mwrgpoleis, che aveva visto prima la contrapposizione tra mwrwSparta e mwsaAtene e, infine, l'effimera egemonia tebana. Così, mwsqFilippo II di Macedonia riuscì a entrare nelle discordie tra le mwsgpoleis greche e a imporre il proprio dominio personale.

Con le imprese di Alessandro, che seguì Filippo, cessarono tutte le libertà delle mwvapoleis greche. I successi del principe macedone furono visti però come il coronamento di un sogno: la grande vittoria della Grecia unita contro il popolo persiano. A rafforzare il sostegno verso Alessandro fu l'ambizione stessa del giovane condottiero, che intendeva varcare l'mwvqEllesponto per conquistare il mondo e creare un regno universale, unito dalla cultura greca. La spedizione di Alessandro Magno (mwvg334-mwvw323 a.C.) può, per importanza e conseguenze, essere considerata uno degli eventi epocali nella storia del mondo antico. La portata di quella che è stata chiamata 'rivoluzione alessandrina' fu talmente rilevante, per le implicazioni politiche e per i mutamenti culturali, da determinare la fine dell'era classica e l'inizio dell'era cosiddetta ellenistica.

Dopo la morte di Alessandro, ci fu un'accesa lotta fra i suoi successori, i mwwqdiadochi ("successori" in greco). Nel 323 a.C. il generale mwwgPerdicca regge l'Impero in nome del figlio di Alessandro; mwwwAntipatro ottiene il controllo della mwxaMacedonia e della mwxqGrecia, mentre mwxgAntigono controlla la mwxwFrigia e la mwyaLidia, mwyqTolomeo l'mwygEgitto e mwywLisimaco la mwzaTracia.

Ma dopo la morte di mwzgAntipatro (mwzw319 a.C.) e l'assassinio dei familiari di Alessandro, cominciano le dispute; infatti Antigono condanna a morte mw0aEumene di Cardia e mira a diventare unico signore ma gli altri non vogliono lasciare i loro domini, si arriva così alle mw0qguerre dei diadochi (mw0g322 a.C.-mw0w281 a.C.). La mw1abattaglia di Ipso decreta la sconfitta di Antigono e la creazione di quattro regni:, alla fine della quale, nel mw1q281 a.C., il suo enorme impero fu smembrato in tre grandi regni:

• la mw2adinastia tolemaica in mw2qEgitto;
• la mw2wdinastia seleucide in mw3aSiria, mw3qMesopotamia e mw3gPersia;
• la mw4adinastia antigonide in mw4qMacedonia e mw4gGrecia.

Dopo la mw5abattaglia di Corupedio, si formeranno i Regni di Macedonia, di Asia Anteriore e d'Egitto. Solamente nel mw5q263 a.C. sorse il regno indipendente di mw5gPergamo sotto la dinastia degli mw5wAttalidi. Infine nel 250 a.C. la mw6aBattria di mw6qDiodoto, prima una satrapia seleucide, si ribellò diventando un regno autonomo.

Questi nuovi stati esportarono la cultura e la lingua greca all'interno dei loro confini, per mezzo di flussi coloniali greco-macedoni. Al tempo stesso, tuttavia, i nuovi regni subirono influenze dalle culture indigene e ne adottarono le usanze quando necessario o vantaggioso. La cultura ellenistica rappresenta così una fusione dell'antichità greca con le culture asiatiche e medio-orientali, rompendo così con gli atteggiamenti precedenti nei confronti dei "mw8wbarbari". Il mondo ellenistico fu infatti caratterizzato da un'ulteriore ondata di colonizzazione greca (distinta da quella arcaica, VIII-VI secolo a.C.), che portò alla fondazione di città greche in Asia e Africa. Queste nuove mw9apoleis erano composte da coloni greci provenienti da diverse regioni della grecità, e non come prima da una singola madrepatria.

Per lungo tempo l'ellenismo è stato considerato un periodo di transizione tra la magnificenza della mw9gGrecia classica e l'ascesa della potenza romana. Tuttavia, lo splendore di città come mw9wAlessandria, mw-aAntiochia e mw-qPergamo, l'importanza della cooperazione economica, la fusione delle culture e il ruolo dominante della lingua greca e la sua diffusione, sono fattori che modificarono profondamente l'antico Medio Oriente; questo patrimonio culturale sarà poi assimilato nel mondo romano, dal quale «vennero stimoli culturali nuovi, improntati al realismo latino, i quali contribuirono in modo rilevante a creare e a diffondere il fenomeno dell'mw-geclettismo»cite-ref-13[13] anche nel pensiero greco.

In questo periodo, durato circa un secolo, fino all'inizio della conquista del mondo mediterraneo e orientale da parte degli eserciti romani, la civiltà ellenistica raggiunse il massimo sviluppo.

Società

L'età ellenistica è caratterizzata da alcuni importanti fattori che trasformarono, anche in modo sostanziale, la cultura, l'economia, la società e le istituzioni politiche greche.

Se si immagina l'importanza che aveva assunto la polis all'interno della società e della storia greca, è facile anche immaginare quale profondo sconvolgimento la crisi delle città apportò a tutta la cultura ellenica. Tutto era stato definito in funzione della polis: l'economia, la struttura sociale, la libertà, la cultura, la religione, i valori morali, persino il rapporto fra gli individui con il mondo stesso. La polis cessa di essere un universo piccolo ma compiuto e autosufficiente. Politicamente la conseguenza più importante della rivoluzione alessandrina fu il cambiamento da un dominio politico della mwaqmcittà-Stato a quello delle grandi mwaqqmonarchie, fortemente accentrate intorno alla figura divinizzata del sovrano. La trasformazione della compagine statale, in cui assumeva notevole rilievo la burocrazia, cui era concretamente affidata l'amministrazione dei regni ellenistici, fu accompagnata da una evoluzione economica e sociale. L'intensificazione del commercio tra i vari Stati e le regioni orientali, la rifioritura dell'artigianato e l'incremento demografico apportarono un benessere economico che favorì la crescita di nuovi agglomerati urbani. Città come mwaquAlessandria, mwaqyAntiochia di Siria, mwaqcPergamo e mwaqgLaodicea diventarono non solo centri di produzione e di largo consumo, veri e propri mercati finanziari, ma anche luoghi di diffusione di cultura. L'urbanesimo fu infatti un fenomeno tipico dell'età ellenistica, cui fece riscontro una progressiva accentuazione dei privilegi della città rispetto alla campagna, dove si andavano affermando i latifondisti.

Cultura ellenistica

La cultura "ellenica", propria dell'etnia mwaqwgreca, venendo a contatto con le tradizioni e le credenze delle varie popolazioni parlanti il greco derivato dalla lingua attica semplificata conosciuta come mwaq0mwaq4koinè (mwaq8κοινὴ διάλεκτος "lingua comune"), vale a dire la lingua comune o panellenica, divenne cultura "ellenistica".

Dato l'ampliamento del territorio geografico, la cultura intera subì una diffusione generale e una fioritura dei centri di cultura, anche se il prestigio straordinario di Atene non cessò in breve tempo. Continuò a essere il centro della vita filosofica: il mwareLiceo retto da mwariTeofrasto e l'mwarmAccademia continuarono a svolgervi la propria attività; successivamente, nel IV secolo vi fissarono le proprie sedi le due più importanti scuole ellenistiche: quella epicurea e quella stoica. Nacquero così nuovi centri di cultura quali mwarqRodi, mwaruPergamo e soprattutto mwaryAlessandria, con la fondazione della mwarcBiblioteca e del mwargMuseo, da parte dei Tolomei.

Le trasformazioni sociopolitiche dell'età post-alessandrina ebbero notevoli ripercussioni sulla vita culturale ellenistica. Al declino della "polis" non fece da contraltare la nascita di organismi politici capaci di creare nuovi ideali: la trasformazione dei cittadini in sudditi, la coesistenza di genti diverse e l'impossibilità di partecipazione attiva al governo determinarono importanti mutamenti nella coscienza individuale e, di riflesso, nella vita culturale. Si diffuse infatti da un lato una tendenza sempre maggiore alla scoperta dell'individuo e alla separazione tra etica e politica; dall'altro si attenuò la diffidenza nei confronti della mwarodiversità etnico-culturale, che favorì la diffusione dell'ideale cosmopolitico, dissolvendo l'antica equazione tra uomo e cittadino.

Filosofia

Nel clima di generale insicurezza e di una "fuga nel privato" che caratterizza questa età di sconvolgimenti politici, sociali e mwasqculturali, alla filosofia si chiedono sostanzialmente due cose: da un lato una visione unitaria e complessiva del mondo, dall'altro lato una specie di "supplemento d'mwasuanimo", ossia una parola di saggezza e di serenità capace di guidare la vita quotidiana degli individui. Conseguenza del ripiegamento verso il "privato" fu l'attenzione rivolta dagli mwasyintellettuali all'mwascetica e all'analisi interiore, piuttosto che a un'indagine filosofica astratta. I vari sistemi filosofici del periodo considerato, pur con le loro intrinseche differenze, ebbero come fulcro delle loro speculazioni i problemi dell'uomo che ricerca e riscopre sé stesso come individuo, piuttosto che la riflessione mwasgpolitica sulla società.

Dagli insegnamenti dei filosofi, come mwasoPirrone di Elide, mwassZenone di Cizio ed mwaswEpicuro, nacquero le maggiori dottrine filosofiche cosiddette ellenistiche, quali lo mwas0scetticismo, lo mwas4stoicismo, l'mwas8epicureismo e il mwatacinismo di mwateAntistene, propagandato dalla bizzarra figura di mwatiDiogene, lo scontroso interlocutore di mwatmAlessandro Magno.cite-ref-14[14]

Queste scuole filosofiche ebbero tutte al centro del proprio interesse la mwatkeudaimonia (dal greco εὐδαιμονία trad. mwatofelicità) ossia la ricerca di un'esistenza positiva da parte dell'uomo.cite-ref-15[15] L'ellenismo è un momento storico in cui l'uomo "esce" dalla ristrettezza culturale radicata nei propri confini territoriali e nelle tradizioni incontrando un mondo di cultura e diversità nel quale la felicità non comprende solamente la soddisfazione personale dell'individuo bensì una collocazione nel mondo come cittadino del mondo, cosmopolita. Questo nuovo rapporto con il mondo non fa però perdere di vista la dimensione individuale dell'uomo che mira a un'esistenza felice, la quale ora dipende da tutte quelle condizioni sociali, culturali e relazionali che permettono all'uomo di realizzarsi in questa nuova età, contrassegnata da una rottura totale con gli schemi della Grecia classica.

La religiosità pagana, ormai confusa con molteplici culti provenienti dall'Oriente, non fornisce più all'uomo le risposte che egli cerca. Questi interrogativi trovano ora risposta nella filosofia, che assume carattere individualista e pragmatico. Il modello da seguire non è più il guerriero, l'mwauaeroe aristocratico, ma il mwauefilosofo: questi diviene un punto di riferimento contro le sofferenze, rivelando come la felicità non sia un traguardo raggiungibile con il piacere dei sensi, la ricchezza, il potere e il successo, bensì con l'autarchia, l'imperturbabilità e l'mwauiapatia, le sole condizioni essenziali della saggezza e quindi della felicità interiore.

Letteratura

Nell'età ellenistica vi fu una vasta e raffinata produzione letteraria. Esempi del nuovo gusto ellenistico possono essere trovati nelle opere di mwauuCallimaco, mwauyTeocrito e mwaucApollonio Rodio. In questo periodo alla decadenza dell'mwaugoratoria e della mwaukcommedia di argomento politico fece raffronto l'affermazione della mwauoretorica e della commedia di costume. Un grande sviluppo conobbe la mwauspoesia d'occasione, con una spiccata preferenza a componimenti brevi ed eleganti, quali inni, epigrammi ed elegie, nei quali primeggiavano temi quotidiani e dimensioni pastorali e rustiche, come negli mwauwIdilli di Teocrito. Nacque infine il mwau0romanzo greco, ricco di avventure, elementi fantastici e storie d'amore.

Le imprese di Alessandro offrirono molti spunti per una vasta letteratura mwau8storiografica, spesso al limite del romanzesco o addirittura del falso storico; sempre nel campo della storiografia si afferma comunque anche una tendenza che aspira a restituire alla medesima il carattere di massima verità possibile, richiamandosi, anche implicitamente, a mwavaTucidide, e che vede mwavePolibio come suo massimo rappresentante.

Stimolata dalla nascita di poli culturali, principalmente Alessandria e Pergamo, dalle scuole di mwavmgrammatica che fornivano studiosi e strumenti di lavoro, dalla nascita della mwavqfilologia la letteratura ellenistica poté essere esportata e assimilata da altre culture, soprattutto quella romana, la cui poesia deve quasi più alla scuola ellenistica, che non a quella della Grecia classica: mwavuProperzio volle presentarsi come il "mwavyCallimaco romano", e mwavcCatullo si dichiarava onorato di avere tradotto in latino la callimachea mwavgmwavkChioma di Berenice,cite-ref-16[16] così anche gli stessi mwav4Virgilio e mwav8Orazio non possono prescindere se non in minima parte dalla lezione letteraria ellenistica, come Teocrito e Apollonio Rodio per il primo e il mwawalabor limae per il secondo, senza dimenticare la profonda conoscenza che ha mwawePetronio del romanzo ellenistico che egli parodia nel mwawimwawmSatyricon.

Filologia

Come detto è con l'ellenismo che si vede la nascita della mwawyfilologia. Essa è una diretta conseguenza del rapido scemare della cultura orale, e della sempre più imponente funzione del libro. È solo con la nascita delle grandi biblioteche alessandrine che ebbe inizio la ricerca dei testi originali, o per lo meno dei testi nell'ultima versione che l'autore volle (mwawcedizione critica). Nell'antichità l'unico luogo dove fosse possibile trovare due edizioni diverse dello stesso testo è appunto la biblioteca, e per cominciare uno studio comparativo sistematico dei testi è necessario avere parecchie edizioni diverse di parecchie opere. I custodi delle biblioteche alessandrine si trovarono davanti testi di opere uguali che differivano per alcuni brani. Questo spinse la cultura a chiedersi quale fosse l'opera originale, cosa cioè avesse scritto o voluto in realtà l'autore.

La produzione sempre maggiore in forma scritta conduce a una inevitabile disgiunzione spaziale tra autore e lettore, per la quale sparisce quel rapporto mwawkempatico continuo con il pubblico che invece caratterizzava l'esposizione di mwawoaedi, mwawsrapsodi e sostanzialmente il poeta arcaico e classico. In questo ambiente culturale nasce quindi anche la figura del poeta filologo (primo fra tutti il già citato mwawwCallimaco), che grazie a uno studio scientifico e accurato degli autori, ne conosce in profondità stile e tecniche, oltre che conoscere con estrema precisione forma e contenuti dei mwaw0generi letterari. Paradossalmente come poeta invece questa figura solitamente si dà a uno sperimentalismo estremo, trasgredendo o stravolgendo quelle regole che conosce a menadito. In seguito a questa abitudine dei poeti alessandrini vi è una conseguente trasformazione dei generi tradizionali: si applica la mwaw4polyeideia (in greco mwaw8πολυείδεια, la commistione di generi), essendo la poesia ormai svincolata dall'occasione, e la mwaxapoikilia (in greco mwaxeποικῖλία, la contaminazione di generi, in mwaxilatino mwaxmcontaminatio).

Assieme alla trasformazione di genere, è evidente una parallela di pubblico: il mwaxutarget della poesia non è più vasto e espanso come prima, bensì ristretto ed elitario. Ciò è confermato dalla sempre maggiore raffinatezza dello stile, che non avrebbe permesso ai lettori meno esperti la comprensione del testo. Tipica dei poeti ellenistici (e di quelli posteriori che seguiranno tale scuola di pensiero) è l'erudizione e l'ostentazione di questa. Erudizione che non spazia solo nella letteratura, ma comprende anche ambiti scientifico-sociologici e mitologici. L'esposizione di mwaxydoctrinas (per dirla alla mwaxclatina) è lo strumento di questi poeti per ridurre il pubblico a lettori colti e contemporaneamente per dimostrare la propria capacità di fare letteratura alta, anzi altissima, con temi che non sembrerebbero per nulla adatti.

Educazione

Secondo mwaxoMarrou, a partire dalla generazione che venne dopo quella di mwaxsAristotele e di mwaxwAlessandro Magno, l'mwax0educazione antica è divenuta veramente sé stessa: ha raggiunto la sua forma classica unendo l'aspetto prevalentemente morale con caratteri più libreschi e scolastici; si diffonde in tutta la parte orientale del mondo mediterraneo e si prolunga poi a Roma e infine a Bisanzio, che accolgono la tradizione classica a cui la civiltà ellenistica ha conferito la sua forma e di cui l'educazione ellenista rappresenta la sintesi.

Qui la mwax8paideia viene intesa come costruzione di uno spirito pienamente sviluppato, quale è indicata nella nozione di mwayahumanitas che è il principio animatore della formazione ellenistica, ispirata a valori universali che distingue l'uomo dal bruto, l'elleno dal barbaro.

La formazione guarda a un uomo completo, moralmente sviluppato, che non sia solo un tecnico, ma appunto un uomo, nutrito di cultura prima di tutto letteraria ed esperto nell'uso della parola, cosciente della tradizione e che si fa persona, soggetto dotato di carattere.

Tali principi ideali trovano una precisa elaborazione sia nei teorici della pedagogia ellenistica, sia nella scuola dell'Ellenismo.

Con mwayqLuciano siamo già nel II secolo e viene fissata una critica al gymnasion come pure una dell'mwayuoratoria: i modelli/strumenti formativi della scuola ellenistica.

Con mwaycPlutarco di Cheronea siamo in una fase anteriore in cui è centrale la formazione del carattere secondo il modello ellenistico di equilibrio e di razionalità, di autodominio e di mitezza. In tutte le opere di Plutarco circola il modello della formazione del carattere che fa convergere natura, discorso, abitudine in modo armonico, che valorizza l'opera del maestro che consiglia e guida, che sottolinea il ruolo dell'ambiente in educazione e, infine, l'obbiettivo etico-fisiologico di questo processo.

Ma è forse con mwaykPlotino che la formazione come ascesi e passaggio della bellezza all'Uno, secondo un processo quasi mistico, si viene a delineare come un itinerario educativo spirituale a carattere etico-religioso.

Nelle mwaysEnneadi si fissa l'ascesa dell'anima verso l'idea e l'unità, seguendo il percorso del mwaywPlatone socratico e il valore religioso di questa ascesa, che non è solo interiore ed etica, ma anche metafisica: legame con quell'Uno che costituisce il principio animatore e la regola di tutto il reale, il suo centro motore e il suo punto di aspirazione.

In questo itinerario alla bellezza viene assegnato un ruolo di unificazione e sublimazione educativamente molto significativo. Al centro dell'itinerario pedagogico ellenistico si collega la formazione etica del carattere che si compie come cura di sé come autocontrollo, direzione di sé, sviluppo autoregolato, attraverso un dosaggio di piacere e rinunce e attraverso un esercizio spirituale che guarda alla creazione di un abito interiore che contrassegni la personalità del soggetto disponendola a controllare gli eventi, in modo che non vengano a turbare i processi di equilibrio interiore.

Arte

La costruzione dell'impero di Alessandro fu un avvenimento ricco di significato anche per l'arte greca che, trapiantandosi nelle terre orientali e derivandone alcune caratteristiche figurative, subì delle mutazioni nelle tendenze formali. La committenza delle opere d'arte passò dalle città elleniche ai grandi centri culturali orientali e alle corti dei sovrani, spinti dal desiderio di abbellire le loro capitali, come mwazyPella, mwazcAntiochia di Siria, mwazgAlessandria e mwazkPergamo. Convenzionalmente si tende a distinguere l'arte ellenistica in tre distinti periodi: primo (mwazo323-mwazs240 a.C.), medio (240-mwazw150 a.C.) e tardo (150 a.C.-mwaz031 a.C.) ellenismo. Si sarebbe quindi passati dalle esperienze tardo-classiche del primo ellenismo, a uno stile con caratteristiche quali il movimento, la grandiosità e la ricerca dell'effetto scenografico del medio ellenismo, fino a un'arte con tendenze classicistiche del tardo ellenismo.

Architettura

L'architettura ellenistica si differenzia dalla precedente classica per uno spiccato carattere eclettico, che si manifesta sin dall'inizio per la tendenza alla sovrapposizione degli ordini dorico, ionico e corinzio, che ben si adattava al nuovo gusto decorativo attento agli effetti scenografici. Conformemente alle maggiori esigenze delle corti dinastiche, nascono nuove tipologie di edifici, come ginnasi e palestre, e si sperimentano innovazioni stilistiche nei portici, nei peristili e nelle vie colonnate delle città di mwaacDelo, mwaagAtene, mwaakEleusi, mwaaoMileto, mwaasRodi e mwaawPergamo. Anche l'architettura religiosa pur rimanendo fedele ai canoni classici risente delle nuove tendenze e vengono sperimentate soluzioni alternative alla staticità dell'impianto templare, come la pianta circolare (mwaa0tholos) e l'esedra semicircolare. La stessa urbanistica delle nuove fondazioni orientali presenta novità importanti riguardanti l'impianto regolare di alcune città, come mwaa4Priene e mwaa8Dura-Europos. Nasce infine il nuovo tipo architettonico dell'altare monumentale, con il bellissimo esemplare dell'mwabaAltare di Zeus a Pergamo.

Scultura

Durante il periodo ellenistico la scultura diventa molto più naturalistica, abbandonando in un certo modo gli ideali di bellezza e perfezione fisica caratteristici del periodo classico. La gente comune, uomini, donne, bambini, animali e scene domestiche, accanto a soggetti esotici (quali africani, pigmei, esseri fantastici), divengono soggetti comuni nella produzione scultorea, commissionata da famiglie abbienti per l'ornamento di ville e giardini. Alla scultura decorativa tipica delle mwabgscuole rodia e mwabkalessandrina, fa riscontro quella più classicista delle opere destinate ai templi e ai luoghi pubblici. Grande originalità manifestò la mwaboscuola di Pergamo, fautrice di un'arte teatrale e dinamica.

Ma anche in questo caso a una certa standardizzazione della produzione scultorea verso formule di pura imitazione delle opere di mwabwSkopas, mwab0Lisippo e mwab4Prassitele, si evidenzia una ricerca per l'effetto drammatico e plastico inusuale per i canoni estetici dell'arte greca.

Alcune delle più conosciute sculture ellenistiche come la mwacamwaceNike di Samotracia, la mwacimwacmVenere di Milo di mwacqAlessandro di Antiochia, il mwacumwacyGalata morente e il mwaccmwacgGruppo del Laocoonte raffigurano temi classici, ma il loro trattamento è molto più sensuale, emotivo e ricco di pathos, lontano dalla bellezza austera tipica di soggetti analoghi della scultura del periodo classico.

Scienza

È probabilmente alla scienza che spettò il privilegio, nell'ambito della cultura ellenistica, di raggiungere le più alte vette toccate nel mondo antico. Anche la scienza ellenistica subì una scissione repentina dal progetto politico e dai problemi sociali: nacque la figura dello scienziato di professione, dedito allo studio e alla ricerca.

Il primato di questa temperie culturale spettò ad Alessandria, dove la Biblioteca e il Museo attrassero molti degli intellettuali greci dell'epoca, diventando un polo culturale di prima grandezza nel panorama del mondo allora conosciuto. La grande differenza che separa la scienza ellenistica da quella precedente sta nella nascita del metodo scientifico che permise di raggiungere un livello tecnologico pari a quello presente in Europa nel XVII secolo.cite-ref-russo-17-0[17] Emblematico è il caso del ritrovamento della mwadymacchina di Anticitera, considerato un manufatto «fuori dal tempo» perché ritenuto incompatibile col livello teconologico dell'epoca.cite-ref-18[18]

Matematica e meccanica

Nella matematica ellenistica un ruolo di primo piano spettò a mwad0Euclide, che con i suoi mwad4Elementi sistemò il pensiero matematico precedente e migliorò il metodo assiomatico-deduttivo, rimasto da allora alla base della matematica e della scienza moderna; scrisse anche altre opere in cui si serviva del metodo dimostrativo riguardo a teoremi di mwad8ottica, mwaeamusica e mwaeeastronomia. Un altro matematico di primo piano fu mwaeiApollonio di Perga, autore di un trattato sulle Coniche estremamente influente nel mwaemRinascimento e durante la prima mwaeqEtà moderna. Di matematica, tra gli altri, si occupò mwaeuArchimede, tra i cui risultati si possono ricordare il calcolo del volume della sfera, quello dell'area di un segmento di mwaeyparabola per mezzo di una mwaecserie (la prima nella storia della matematica), e un procedimento per ottenere i limiti inferiore e superiore del valore di mwaeg π π {\displaystyle \pi } con precisione arbitraria. I suoi lavori contribuirono allo sviluppo dell'mwaekanalisi infinitesimale. Anch'egli scrisse opere in cui impiegava procedimenti matematici per teoremi di mwaeomeccanica e mwaesidrostatica.

Nella meccanica, oltre allo stesso Archimede, si può ricordare mwae0Ctesibio, che inventò una mwae4pompa per sollevare l'acqua, l'mwae8organo idraulico (da cui derivano gli mwafaorgani moderni), e una mwafecatapulta ad aria compressa. A lui e ad Archimede si deve il perfezionamento degli mwafiorologi ad acqua, rimasti gli strumenti più utilizzati fino all'invenzione dell'mwafmorologio a pendolo. Altro importante scienziato ed ingegnere fu mwafqFilone di Bisanzio, che nelle sue opere descrive macchine per il sollevamento dell'acqua, mwafumulini ad acqua, catapulte a ripetizione e dispositivi a mwafyscappamento. Va anche ricordato mwafcErone di Alessandria, costruttore della prima turbina della storia, l'mwafgEolipila, e autore di trattati sulla costruzione di mwafkautomi. In età ellenistica inoltre fanno la loro prima comparsa oggetti e congegni di uso comune come gli mwafoingranaggi dentati, le pompe a mwafspistone, il mwafwdifferenziale e il mwaf0giunto cardanico.

Astronomia

In ambito mwagaastronomico furono messi a punto modelli matematici in grado di descrivere i movimenti degli astri allora conosciuti, con attenzione nei confronti, di quelli particolarmente complessi delle "stelle erranti", cioè dei mwagepianeti.

La prima stima della mwagmprecessione terrestre fu fatta da mwagqIpparco nell'anno mwagu130 a.C., confrontando le sue osservazioni con quelle babilonesi e caldee dei secoli precedenti. Sempre all'astronomo di Nicea si deve la prima mappa stellare conosciuta,cite-ref-19[19] e una stima delle distanze del mwagosole e della mwagsluna con limiti inferiori e superiori; avanzò il dubbio che anche le mwagwstelle fisse potessero muoversi, e dimostrò la loro affinità con l'mwag0anima mwag4umana.cite-ref-20[20]. Sui suoi lavori si basò ampiamente mwahmTolomeo per scrivere l'mwahqmwahuAlmagesto.

Il modello delle mwahcsfere omocentriche di mwahgEudosso di Cnido fu integrato con l'aggiunta di mwahkepicicli e deferenti, capace di spiegare meglio non solo le traiettorie dei pianeti ma anche la variazione delle loro luminosità. Nacque anche il mwahomodello eccentrico, teorizzato in maniera equivalente a quello degli epicicli, tra gli altri, da Apollonio di Perga.cite-ref-22[22]

Ad mwaiaAristarco di Samo nella prima metà del mwaieIII secolo a.C. si deve la prima mwaiiteoria eliocentrica dell'antichità. Come riferito da Archimede, egli suppose

«

che le stelle fisse stiano immutabili e che la terra giri intorno al Sole descrivendo un cerchio


Secondo mwaiuPlutarcocite-ref-23[23] già mwaioSeleuco di Seleucia avrebbe teorizzato l'eliocentrismo senza assumerlo come postulato.cite-ref-27[27]

L'influsso delle idee platoniche e soprattutto aristoteliche fu infine determinante sull'ultimo grande astronomo dell'antichità: mwajaClaudio Tolomeo, i cui lavori continuarono ad influenzare più o meno apertamente l'opera di pensatori e scienziati futuri anche in età moderna e durante la mwajeRivoluzione scientificacite-ref-russo-17-1[17].

Geografia

mwajgEratostene, bibliotecario ad Alessandria, introdusse i vocaboli mwajkgeografia e mwajogeografo; scrisse un'opera in cui descriveva l'intero mondo conosciuto facendo uso del mwajssistema dei meridiani e dei paralleli, probabilmente inventato da lui stesso sviluppando le idee di mwajwDicearco.cite-ref-28[28] Misurò la circonferenza terrestre ottenendo un errore rispetto alle misure odierne tra il -2,4% e lo 0,8% (a seconda dal valore dello mwakestadio da lui adottato, che è oggetto di dibattito tra gli studiosi).

L'astronomo e geografo Ipparco propose un metodo per la misura delle longitudini - un problema rimasto pressante fino al XVIII secolo - basato sull'osservazione in contemporanea di un'eclisse di luna da due località differenti. Scrisse un'opera di Geografia in cui adottava il sistema dei meridiani e dei paralleli sul modello di Eratostene: il suo meridiano fondamentale passava per Alessandria. Estese l'ecumene fino all'equatore e al circolo polare artico. Da Strabonecite-ref-29[29] sappiamo che Ipparco, confrontando le maree nell'Oceano atlantico e in oriente e notandone le differenze, propose l'esistenza di almeno una terra estesa tra i due oceani. Ci sono anche indizi che fosse a conoscenza delle mwakkPiccole Antille: Pliniocite-ref-30[30] riporta infatti che Ipparco aggiunse circa 26000 stadi alla misura dell'estensione dell'ecumene fornita da Eratostene: questo corrisponderebbe, supponendo un allargamento verso ovest, ad un meridiano passante precisamente per le Piccole Antillecite-ref-russoamerica-31-0[31]

Medicina

In ambito medico prevalse la mwalqdottrina ippocratica basata sugli mwaluumori, poi fatta propria da mwalyGaleno. Nella prima metà del mwalcIII secolo a.C. le ricerche di mwalgErofilo di Calcedone ed mwalkErasistrato di Iulide nell'mwaloanatomia e nella mwalsfisiologia portarono a scoperte fondamentali in campo mwalwmedico, anche grazie agli studi su cadaveri dissezionati.

Secondo quanto si conosce sulle sue opere, Erofilo pensava che la posizione dell'mwal4anima fosse nel mwal8cervello, in particolare nei mwamaventricoli, le 4 cavità aperte nelle parti più interne del cervello. Egli descrive la distinzione tra anima e natura fisica come intrecciate all'interno del corpo, e sebbene separate, non possano esistere l'una senza l'altra. Erofilo nelle sue dissezioni scoprì le differenze tra nervi e vasi sanguigni.cite-ref-j-m-s-2018-32-0[32] I nervi portavano lo mwamumwamypneuma (o l'anima) per animare il corpo, mentre i vasi erano legati alla fisiologia. Seguendo le tracce dei nervi attraverso il corpo, vide che tutti convergevano nel cervello, in particolare nei ventricoli. Notevole importanza per la posizione dell'anima rivestiva il IV ventricolo.

Religione

Anche la cultura tradizionale greca mutò caratteristiche per le forti influenze mediorientali, in special modo mwancpersiane. Venendo a contatto con tradizioni e credenze diverse, la mwangreligione greca classica assimilò alcune divinità venerate nell'area mediorientale, avviando un importante processo mwanksincretistico. Divinità come mwanoSerapide, mwansCibele e mwanwIside cominciarono a infiltrarsi nel pantheon greco, contemporaneamente alla crescita del culto di mwan0Dioniso, popolare in Macedonia (Alessandro Magno ne era devoto ed emulo), Creta e Asia Minore, Tracia e Tessaglia, ma anche ad Atene. La spiritualità del periodo ellenistico troverà espressione nella crescita di popolarità della mwan4religiosità misterica, come nel caso dei mwan8misteri eleusini e mwaoaorfici, e più tardi di quelli di mwaoeMitra. Al declino delle monarchie ellenistiche nel mwaoiII e mwaomI secolo a.C. fece riscontro l'espansione di Roma verso la Grecia e l'area del Mediterraneo orientale. In tal modo la cultura ellenistica, che costituì una componente fondamentale della civiltà romana e della successiva civiltà bizantina, continuò a permeare per secoli l'Occidente.

Note

cite-note-11. Ernesto D'Orsi, mwaooIl corpo astrale dell'arte, Armando Editore, 2009 p. 27.
cite-note-22. Il termine è stato introdotto nel mwao4XIX secolo da mwao8Johann Gustav Droysen «per indicare la civiltà di lingua greca dopo Alessandro». Arnaldo Momigliano, mwapaJ. G. Droysen between Greeks and Jews, in mwapeHistory and Theory, vol. 9, n. 2, 1970, pagg. 139-153.
cite-note-33. Sull'origine del termine: mwapumwapyEllenismo.
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cite-note-55. «Il periodo della storia greca dalla morte di Alessandro Magno (323 a.C.) alla battaglia di Azio...»; in mwap8Enciclopedia Treccani alla mwaqamwaqevoce corrispondente.
cite-note-66. Precisamente, è impiegato nel mwaquSecondo libro dei Maccabei al capitolo 4 ai versi 13 e 15, e al capitolo 11 al verso 24; nel mwaqyThesaurus Linguae Graecae alla voce "mwaqcἙλληνισμός" si trovano riferimenti a mwaqgGregorio di Nissa, mwaqkAtanasio di Alessandria, mwaqoGiovanni Damasceno e all'mwaqsApocalisse di Giovanni.
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cite-note-2727. Passi contenuti in mwaziPliniocite-ref-24[24] e mwazcSenecacite-ref-25[25], inoltre, mwaz0sembrerebbero suggerire che esistessero teorie eliocentriche dinamiche in cui il sole e i pianeti si attraggono reciprocamente. mwa0uGemino riferisce anche l'idea che le stelle fisse si troverebbero a distanze variabili dalla mwa0yTerra e non sarebbero realmente posizionate su una sferacite-ref-26[26].
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Collegamenti esterni

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